Parole intrecciate ecclesiastiche
Spiegazioni dei singoli termini nel gioco delle parole intrecciate:
- naviculaire: Il *naviculaire* o più raramente *naviculare* (in latino *navicularius*) è il ministrante che durante le celebrazioni porta la navicella con l’incenso. Nella processione d’ingresso, alla sua destra cammina il turiferario che porta il turibolo e dietro di loro segue il crucifero con la croce processionale.
- benedizione: La benedizione (o *benedizione solenne*) è un rito religioso con il quale si invoca solennemente la grazia di Dio su una determinata realtà affinché sia di beneficio per le persone.
- purificatoio: Il purificatoio (dal latino *purificatio*, purificazione) è un telo bianco rettangolare utilizzato durante la liturgia cattolica. Viene piegato in sei parti a formare una striscia stretta che si colloca tra il calice e la palla. Al centro porta solitamente un piccolo crocifisso ricamato, mentre sui lati più stretti può essere ornato con ricami. Durante la maggior parte della celebrazione liturgica si trova sul calice; nella liturgia eucaristica è posto sul corporale.
- teiere: Durante la messa cattolica si utilizza una coppia di piccoli recipienti liturgici su un vassoio: uno serve per l’acqua (può essere contrassegnato con la lettera A, dall’originale latino *aqua*, oppure non avere alcuna sigla) e l’altro per il vino (con la lettera V da *vinum*). Il sacerdote vi versa durante la celebrazione vino e acqua nel calice. Successivamente recitava il Salmo 26,6, che inizia con la parola *lavabo*, e si lavava le dita con l’acqua di un recipiente più grande, che il ministrante gli versava sulle mani. Per asciugarsi usava un piccolo asciugamano, con il quale i recipienti erano coperti. L’intero gesto si chiamava in latino *lavabo*, termine che in senso metaforico si trasferì anche a questo asciugamano (*lavabo*). Dal 1968 il rito è stato semplificato e il sacerdote recita il Salmo 51,4, una preghiera di perdono delle proprie colpe prima dell’offerta. I recipienti liturgici sono solitamente di vetro, più raramente potevano essere realizzati in metallo prezioso, ad esempio in argento dorato, ma anche in stagno o in ottone. Il recipiente più grande per il lavaggio delle mani è di norma metallico.
- cero pasquale: Il cero pasquale, chiamato anche *pasquale* (dal latino *candela paschalis cerea*), è una candela alta accesa durante la veglia pasquale nelle Chiese della tradizione liturgica occidentale, che simboleggia Cristo risorto.
- eucaristia: L’eucaristia (dal greco “ringraziamento”) è il rito cristiano che ricorda l’Ultima Cena di Gesù Cristo prima della sua crocifissione. L’essenza del rito è il consumo rituale del pane e del vino nei quali, secondo la fede cristiana, sono presenti il corpo e il sangue di Cristo. Con il termine *eucaristia* si indicano anche questo pane e vino.
- Exsultet: L’*Exsultet* (dal latino “rallegrati”) è, nella liturgia romana, il nome dell’inno pasquale che viene cantato dal diacono all’inizio della veglia pasquale. Si tratta di un canto di lode rivolto al cero pasquale, che è segno di Cristo risorto.
- calice: Il calice (in latino *calix*) ha due archetipi: da una parte il cratere, un vaso antico a due anse di varie dimensioni destinato a mescolare il vino con l’acqua e a berlo, dall’altra la coppa da vino posta su un piede articolato. Nel cristianesimo è divenuto il termine consacrato per indicare il recipiente liturgico, cioè l’oggetto utilizzato nella celebrazione. Secondo i Vangeli, Gesù Cristo offrì ai suoi discepoli, durante l’Ultima Cena, il calice pieno di vino pronunciando le parole della futura preghiera: «Prendete e bevetene tutti…».
- incenso: L’incenso (in latino *olibanum*, in inglese *frankincense*, in tedesco *Weihrauch*, in ebraico לבונה *levona*, in arabo لبٌان *lubbān*; nell’ortodossia, oltre al termine generale *кадило* (*kadilo*), si usa più spesso *ла́дан* (*ladan*), in greco λήδανον o λάδανον) è una resina aromatica che si ricava dalla cosiddetta gommaresina. Si ottiene dal tronco dell’albero della resina (*Boswellia*); usata in combinazione con mirra e balsamo, bruciata sprigiona un aroma speziato.
- ostensorio: L’ostensorio (*monstrance*, dal latino *monstrare*, mostrare, o *custodia*) è un reliquiario vitreo decorato su piede, realizzato in metalli preziosi (più spesso in argento dorato), che appartiene ai vasi sacri (*Vasa sacra*) venerati sugli altari delle chiese cattoliche. Nei tempi più antichi (a partire dal XII secolo circa) serviva per mostrare le reliquie sacre (*ostensio* in latino), ed era quindi originariamente un *ostensorium*, cioè un reliquiario aperto (vetrato, oppure ornato con cristallo di rocca o berillo), detto anche *monstrantia pro reliquiis*.
- comunione: La santa comunione (in latino *communio*, condivisione del comune) è, nella Chiesa cattolica, la parte della Messa in cui si riceve il pane e il vino consacrati durante la celebrazione eucaristica.
- tabernacolo: Il tabernacolo eucaristico (chiamato in epoche diverse e a seconda della collocazione anche *sanctuarium* o *sanctuarium*, *pastoforium* oppure *tabernaculum*, dal latino *tabernaculum*) è il luogo più sacro nelle chiese cattoliche, destinato a custodire i vasi liturgici con l’eucaristia. Al *sanctuarium* ha accesso solo il sacerdote o la persona da lui incaricata; nessun altro (ministranti, sacrestani, visitatori della chiesa, ecc.) può introdurvi, prelevarvi o in qualsiasi altro modo manipolare alcunché.
- palla: La palla (talvolta detta anche *pala*) è un quadrato di lino decorato e irrigidito con cartone, con il quale durante la Messa si copre il calice contenente il vino consacrato (sangue di Cristo), per evitare che vi cadano impurità o insetti. Si è sviluppata dalla parte posteriore del corporale ed è utilizzata nella Chiesa cattolica romana e nelle Chiese luterane.
- ciborio: Il termine *ciborio* deriva dal greco *kiborion*. È un recipiente liturgico utilizzato nella Chiesa cattolica e nelle Chiese che celebrano l’Eucaristia per conservare le ostie consacrate – cioè l’Eucaristia stessa. Nell’epoca paleocristiana si usavano contenitori in legno, avorio, terracotta, tessuto o metallo comune con decorazioni smaltate, analoghi alle pissidi (in ceco “puška”). Dal tardo Medioevo (XV secolo) la forma del ciborio è simile a quella del calice, ma la coppa (lat. *cuppa*) ha una capacità maggiore ed è dotata di coperchio. Sulla sommità del coperchio si trova molto spesso un pomello con una croce. Nella Chiesa cattolica romana e in quella greco-cattolica il materiale della coppa deve essere un metallo prezioso, più comunemente l’argento dorato all’interno.
- fonte battesimale: Il fonte battesimale è un bacino o recipiente con acqua benedetta, utilizzato nelle chiese cristiane per il sacramento del battesimo. Contiene l’acqua benedetta con la quale la persona viene battezzata e, mediante il battesimo, diventa cristiana.
